Hard disk esterni e Standby Mode

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La maggior parte degli hard disk esterni entrano in Standby Mode dopo qualche minuto di inattività: i piatti dell’hard disk smettono di girare (spin-down) ed il disco stesso entra in uno stato di risparmio energetico.

Molti si chiedono se questo sia realmente necessario, soprattutto con gli hard disk moderni, già estremamente parchi riguardo ai consumi energetici.

Vediamo pro e contro dello Standby:

Pro

  • minor consumo energetico
  • allungamento della vita dell’hard disk dovuto al minor calore prodotto

Contro

  • accesso al disco non immediato (si deve aspettare che lo stesso si riavvii)

In realtà la differenza attuale di consumo energetico, specie con hard disk da 2,5 pollici, è irrisoria mentre, per quanto riguarda il calore prodotto, non è stato provato che effettivamente riduca sensibilmente la vita degli hard disk (nei NAS o in ambiente di produzione si tende, per esempio, ad evitare l’utilizzo di hard disk GREEN, che minano l’affidabilità generale a scapito del rispetto ambientale/energetico).

E’  invece noto che il riavvio dell’hard disk può causare instabilità e stress ai componenti elettronici.

Se, come me, preferite che il vostro hard disk non si spenga, potete usare un piccolo programma gratuito, portabile, chiamato NoSleepHD.

NoSleepHDv2.0_1
Finetra di configurazione principale

Il suo utilizzo è semplicissimo: dopo averlo scaricato ed eseguito si deve solo scegliere su quali drive impedire lo Standby [Select any External Hard Disk] e far partire il processo [Start NoSleep Mode].

Il programma scriverà un file di testo vuoto nel drive/cartella selezionato ogni 10 minuti, intervallo che può essere modificato a piacimento [Write File Every xx Minutes].

Dal pannello di controllo è possibile anche far si che il programma parta in automatico all’avvio, selezionando Auto-Run on Startup.

Esiste un altro programma simile, derivato da NoSleepHD, chiamato KeepAliveHD che, a discapito della portabilità, permette di disabilitare la scrittura del file dopo un intervallo variabile di inattività da parte dell’utente.

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